Discussione generale
Data: 
Mercoledì, 11 Marzo, 2026
Nome: 
Piero De Luca

Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, sono trascorsi 12 giorni dall'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran. Il Parlamento italiano ha dovuto attendere 12 lunghi giorni per ascoltare la voce della Presidente del Consiglio. Presidente, mi permetta di dire che lei è giunta qui, oggi, fuori tempo massimo: lei doveva essere qui, in Parlamento, la settimana scorsa. La presenza oggi per il Consiglio europeo è un obbligo, la presenza dopo l'attacco in Iran era un dovere e un atto di responsabilità, invece lei ha preferito evitare il confronto parlamentare. E anche la forzatura di unire due discussioni differenti oggi, costringendoci a votare risoluzioni, con un ordine del giorno ancora provvisorio sui temi europei, è una scelta per noi inaccettabile, è un'offesa grave al ruolo del Parlamento italiano che noi contestiamo con forza, Presidente.

Per giorni non abbiamo avuto notizie della posizione del Governo, quella ufficiale, sull'attacco all'Iran. Poi, dalle sue dichiarazioni in TV, abbiamo compreso le ragioni di questa fuga. Le ragioni sono imbarazzo e subalternità nei confronti di Trump. Lei ha detto una cosa che ci ha lasciato senza parole, è stata ripetuta in questo dibattito stamattina: non condivido e non condanno l'attacco all'Iran. Presidente, lei non è un opinionista, lei dovrebbe essere protagonista del confronto politico internazionale . Come è possibile che galleggi senza una linea chiara? Oggi sembra aver corretto un po' il tiro al Senato, ma aveva il dovere di dire subito una cosa netta, senza tentennare: l'attacco unilaterale di Stati Uniti e Israele è illegale, va condannato con forza, perché contrario al diritto internazionale, punto. Questo avrebbe dovuto dire subito.

Capiamo la volontà di non indispettire Trump, ma c'è un limite a tutto. Una cosa è l'alleanza, un'altra è la sudditanza, Presidente. L'equilibrio e il giustificazionismo non sono un valore in questo momento storico, sono un errore, Presidente, perché l'Italia ha sempre avuto una forte tradizione diplomatica, soprattutto nel Mediterraneo, e un afflato europeista che voi state calpestando.

Guardate, nessuno rimpiange il sanguinario regime teocratico in Iran, e noi, come PD, siamo stati da sempre in prima linea accanto al popolo iraniano, accanto alle donne che manifestavano, accanto agli studenti e anche alle ragazze vittime della scuola barbaramente colpita dal raid di Trump e Netanyahu, e siamo stati accanto alle donne, agli studenti e al popolo iraniano quando altri erano distratti. Ma l'attacco al multilateralismo, i principi delle guerre preventive, la democrazia da esportare con le bombe, quelli che stanno infiammando il mondo, sono per noi inaccettabili e l'Italia dovrebbe distanziarsi con forza.

Guardi, ci sono leader europei che hanno parlato con chiarezza. Bene, è positiva l'attivazione del meccanismo di solidarietà europea verso Cipro, ai sensi dell'articolo 42, comma 7, del Trattato. Avreste dovuto mostrare, come Governo, però, solidarietà e vicinanza politica anche al Premier spagnolo Pedro Sanchez, attaccato volgarmente da Trump non perché era un Premier progressista, ma perché ha detto quello che dovevate dire voi: “no” alla guerra, “no” alla distruzione del diritto internazionale. Quello dovevate dirlo voi. Il vostro silenzio, invece, ci fa scivolare in una guerra non nostra.

Guardate, lei dice che non siamo in guerra, ma ci stiamo scivolando, una guerra contraria ai nostri valori, una guerra a nostra insaputa. Lei non può rinviare a un futuro dibattito quella che è una questione centrale da dirimere oggi. Lei deve dire chiaramente oggi che l'Italia non metterà mai a disposizione le basi militari italiane per alimentare questo conflitto e questa guerra illegale. Questo è quello che lei deve dire oggi, non perché lo chiede il PD, ma perché lo impone la nostra Costituzione, l'articolo 11, quell'articolo, Presidente, che state calpestando quando inviate il Ministro degli Affari esteri Tajani come osservatore al Board of Peace.

Se volete occuparvi davvero di Gaza, visto che è uno dei punti all'ordine del giorno del Consiglio, fate una cosa subito: invece, di riconoscere questo club privato di Trump, riconoscete immediatamente lo Stato di Palestina, come hanno fatto altri 150 Paesi nel mondo. Questo dovreste farlo subito e, allo stesso modo, vi chiediamo di tenere la barra dritta sul pieno sostegno all'Ucraina. Con voi al Governo - è un dato di fatto - l'Italia è scivolata nelle retrovie della diplomazia, isolata in Europa e distante dai volenterosi. Per essere credibile lei dovrebbe smentire le continue sortite filo-putiniane di Salvini. Ma non la imbarazza il plauso della Zacharova alle posizioni del suo Vice Premier, Presidente? Come fa a non essere imbarazzato il suo Governo? Inoltre, dovrebbe prendere le distanze da Orban quando dice che sostenere l'Ucraina è un ricatto. Non è un ricatto, perché vuol dire difendere la resistenza di un popolo aggredito, vuol dire difendere la legalità internazionale e la sicurezza stessa dell'Europa. Per questo chiediamo che si lavori ancora oggi a un cessate il fuoco e a un'iniziativa diplomatica per una pace vera, giusta, sicura e duratura, che non sia fatta sulle spalle e sulla testa di Kiev e veda l'Europa pienamente protagonista. Questo è ciò che dovrebbe fare l'Italia.

Presidente, le attuali tensioni, peraltro, stanno producendo anche conseguenze economiche drammatiche enormi per famiglie e imprese. Le poniamo una domanda semplice: cosa intende fare il Governo per alleggerire il prezzo dei carburanti, ridurre le bollette ed evitare aumenti a cascata del carrello della spesa? Finora siete rimasti immobili e lei è arrivata qui a mani vuote, questa è la verità. Fate una cosa semplice, il Partito Democratico ha fatto una proposta, la segretaria Elly Schlein: utilizzate l'extragettito IVA per abbassare le accise sui carburanti col meccanismo delle accise mobili. Lei ha detto che valuterà, ma non è più tempo di valutazioni, Presidente, o di buone intenzioni; è tempo di azioni serie, concrete e immediate, se volete aiutare davvero le famiglie. D'altra parte, aspettavamo anche sui dazi i 25 miliardi di ristori annunciati per proteggere il nostro sistema economico. Che fine hanno fatto, Presidente? Siamo ancora in attesa.

In questo quadro, allora, con spirito costruttivo e senso di responsabilità, noi chiediamo che si faccia una sola cosa, perché c'è una sola rotta per difendere la pace, la sicurezza, l'economia e il nostro modello sociale, e quella rotta si chiama Europa. Basta ambiguità, Presidente. L'Europa non è la causa dei nostri problemi, ma è l'unica possibile soluzione agli stessi. Per questo dobbiamo rafforzarla, costruendo - l'ha citata anche lei - una vera autonomia strategica a partire dall'energia. Per essere indipendenti e abbassare i costi su famiglie e imprese, bisogna innanzitutto diversificare i canali di approvvigionamento e attivarsi per separare il prezzo dell'energia elettrica da quella del gas.

Sugli ETS, invece - mi perdoni -, lo sa che eravate voi al Governo quando è stata approvata l'attuale direttiva sugli ETS? Si rivolga al Ministro Pichetto Fratin se non la condivide, guardi al suo interno. Sul punto, noi le diciamo che per noi bisogna non indebolire la transizione ecologica ed energetica, ma bisogna rafforzarla con strumenti e fondi europei per sostenere i costi di famiglie e imprese. Serve, poi, un piano di investimenti comuni per rilanciare le imprese, le filiere industriali e la competitività. Bisogna, quindi, consolidare il bilancio europeo e prevedere un nuovo Next Generation EU. Le diamo una notizia: senza questo Piano straordinario da oltre 200 miliardi per l'Italia, il PNRR che voi non avete voluto, l'Italia oggi sarebbe in recessione. Fortunatamente c'eravamo noi e l'abbiamo ottenuto noi a livello europeo. Va reso strutturale questo strumento e va fatto in una sola direzione di marcia: quella direzione di marcia si chiama eurobond. Presidente, perché non ne ha parlato oggi? Bisogna mettere in comune gli sforzi, bisogna farlo sulla sicurezza, sulla difesa comune, su cui chiediamo impegni chiari.

Lasci perdere, Presidente, la propaganda sull'Albania. Quei centri non funzionano non per colpa dei giudici, per colpa vostra. Sono incompatibili anche con le nuove norme europee e invece di attaccare la magistratura anche oggi, per coprire i vostri fallimenti, inizi a prendere le distanze allora dalle dichiarazioni vergognose della capo di gabinetto del Ministro Nordio. Altro che attaccare i giudici, pensi al suo Governo, Presidente. Non si difendono così, come sta facendo, i nostri interessi. Doveva fare da pontiere è diventata portabandiera. È tempo di eliminare il diritto di veto, è tempo di eliminare l'unanimità, è tempo di rafforzare l'Europa. Smetta di inseguire in modo subalterno gli Stati Uniti di Trump. Inizi a costruire…

. …da protagonista gli Stati Uniti d'Europa. Il vostro silenzio - e chiudo - e l'immobilismo nei confronti di Trump non sono più ambiguità, oggi sono complicità. Non vi consentiremo di essere complici dell'attacco al diritto internazionale, ai valori dell'Europa e al ruolo stesso dell'Italia nel mondo.